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Nuova visual identity per Rai, bella ma (ancora) non balla

Nuova visual identity per Rai, bella ma (ancora) non balla

Lo avevo promesso e non l’ho dimenticato ma non sono solito commentare a caldo cose importanti. Per analizzare in modo adeguato operazioni di rebranding o restyling come l’ultima della Rai è necessario il giusto tempo, lontani da polemici, annoiati e...
  • Era il 2015 e dovevamo selezionare un gruppo di studenti universitari che sarebbero diventati ambasciatori del teatro e della musica. Per sei mesi il gruppo avrebbe frequentato i nostri uffici, visto gli spettacoli, fatto esperienza con il pubblico e con la struttura organizzativa complessa e particolarissima di un teatro d'opera. Fra i ventenni emozionati che si presentavano a turno, in cerchio, ne notai uno dalla faccia simpatica: era Ignazio. Nei mesi avrei imparato a conoscerlo meglio. Gran chiacchierone ma anche molto umile, disponibile ad aiutare gli altri e a fare sempre qualcosa in più di quanto gli era richiesto, bravissimo con il nostro pubblico, apprezzato anche dai colleghi meno affabili: niente da dire, Ignazio era un fenomeno... paranormale? Forse!

    Nel tempo è anche diventato un amico fra i più cari e un inaspettato consigliere. È pieno di sorprese Ignazio!

    Francesca Falconi - Ufficio Marketing del Teatro Massimo di Palermo

  • La prima cosa che ricordo di Ignazio è la sicurezza con cui si presentava. È una caratteristica tipica dei professionisti della comunicazione ma è stata la prima occasione in cui mi è capitato di pensare che facesse trasparire vera competenza e amore per il suo lavoro. Più lo conosco, più conferma quella prima impressione.

    Maria Luisa Giordano - Geografa, project manager, ex ricercatrice in giro per l’Europa

  • Sa progettare e realizzare il posizionamento come pochi

    Liliana Maniscalco - Docente del “Laboratorio di comunicazione sociale e no profit”, Università degli Studi di Palermo